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  • Apprendimento Permanente

    ​In linea con le indicazioni dell’Unione europea, per apprendimento permanente si intende qualsiasi attività di apprendimento intrapresa dalle persone in modo formale, non formale e informale, nelle varie fasi della vita, al fine di migliorare le conoscenze, le capacità e le competenze, in una prospettiva personale, civica, sociale e occupazionale (Legge 92/2012, di riforma del mercato del lavoro, art. 4, co. da 51 a 61 e da 64 a 68).
    In attuazione della Legge 92/2012, nella Conferenza Unificata del 20 dicembre 2012, è stata raggiunta l’intesa sull’apprendimento permanente (finalizzata alla costruzione di reti territoriali, di cui faranno parte scuole, università, centri territoriali per l’istruzione degli adulti, camere di Commercio, industria, artigianato e agricoltura, imprese e loro rappresentanze datoriali e sindacali) e sancito l’accordo sull’orientamento permanente.Il 15 febbraio 2013 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il D.lgs 16 gennaio 2013 n. 13 “Definizione delle norme generali e dei livelli essenziali delle prestazioni per l’individuazione e validazione degli apprendimenti non formali e informali e degli standard minimi di servizio del sistema nazionale di certificazione delle competenze”.
    Il provvedimento contiene: - un quadro definitorio e condiviso sulla materia - standard minimi di riferimento per la regolamentazione e l’erogazione dei servizi di validazione e certificazione delle competenze - l’istituzione del repertorio nazionale dei titoli di istruzione e formazione e delle qualificazioni professionali  (accessibile e consultabile per via telematica) - gli standard degli attestati e dei certificati spendibili a livello europeo - ed un sistema di monitoraggio e valutazione dell’attuazione di quanto previsto nel decreto legislativo.
    L’Italia dimostra così di rispondere alle sollecitazioni rivolte dall’Unione europea ai Paesi membri affinché, in un periodo di crisi economica globale, si dotino degli strumenti legislativi che consentano al maggior numero di persone, in particolare ai giovani in cerca di prima occupazione e ai giovani NEET (né al lavoro né in formazione), di far emergere e far crescere il grande capitale umano rappresentato dalle competenze, finora scarsamente valorizzate, acquisite in tutti i contesti: sul lavoro, nella vita quotidiana e nel tempo libero.
    A completare il quadro di riferimento nazionale in materia di apprendimento permanente, lo scorso 20 dicembre, la Conferenza Stato Regioni, ha approvato  il primo rapporto italiano di referenziazione dei titoli di istruzione e formazione del nostro paese al Quadro europeo delle qualificazioni (European Qualification Framework).
    L’insieme dei provvedimenti approvati, frutto di una intensa cooperazione tra amministrazioni centrali, regionali e degli enti locali e con le parti sociali, rappresenta un impianto di riferimento che promuove la mobilità geografica e professionale e consente di accrescere l’integrazione e la personalizzazione dei servizi di istruzione, formazione e lavoro e di incrementare l’efficienza e l’efficacia degli attuali investimenti pubblici e comunitari per lo sviluppo del capitale umano, nonché di dare una risposta significativa e puntuale ad una delle condizionalità ex ante poste dalla Unione europea, per la definizione della programmazione delle risorse del Fondo Sociale Europeo per il periodo 2014-2020.

    Normativa e documentazione