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  • In Italia
    L’orientamento professionale è un intervento finalizzato a porre la persona nelle condizioni di poter effettuare delle scelte autonome circa il proprio progetto lavorativo e personale. L’orientamento può considerarsi come un’azione “globale” in grado di attivare e facilitare il processo di conoscenza del soggetto e del contesto al fine di effettuare scelte consapevoli in ambito formativo e lavorativo.
    Tale intervento non coincide con un particolare momento dell’esistenza (ad esempio la scelta o il cambiamento di un percorso formativo e/o lavorativo), ma rappresenta un sostegno lungo tutto il corso della vita. In una società moderna in cui il processo di socializzazione adulta e le traiettorie di carriera del singolo individuo sono sempre più caratterizzati da irregolarità, interruzioni e deviazioni, gestire la propria storia formativa e lavorativa significa, infatti, imparare a governare possibili cambiamenti di ruolo e di responsabilità che si presentano non sempre in modo prevedibile e attrezzarsi per costruire o riorganizzare in itinere un progetto lavorativo soddisfacente che possa dare continuità e senso nel cambiamento. Sempre più spesso il soggetto è considerato in grado di negoziare le proprie competenze rispetto alle opportunità di lavoro, in un mercato nel quale orientarsi e ri-orientarsi è essenziale per aumentare il proprio grado di occupabilità. Inoltre, il confronto con culture nuove e diverse e con organizzazioni ogni giorno più “piatte” e globali richiede di saper ristrutturare e attivare le proprie risorse in modo strategico. In tale contesto, diventa necessario intendere l’orientamento come un servizio accessibile a tutti in maniera permanente. Si può dire, infatti, che non ci sia target di popolazione, ma anche passaggio o transizione di vita che non siano toccati, oggi più che mai, da un problema di orientamento, ovvero di scelta. Questa molteplicità di destinatari e di fasi implica un’altrettanta moltiplicità di soggetti che a diverso titolo operano nel campo dell’orientamento, cosa che, in assenza di integrazione e coordinamento, comporta inevitabilmente un certo grado di frammentarietà e di sovrapposizione in termini di competenze e quindi di interventi. L’accordo sulla definizione del sistema nazionale sull’orientamento permanente, approvato in Conferenza Unificata il 20 dicembre 2012 su proposta del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, si configura proprio come un rilevante passo in avanti sulla strada dell’integrazione delle attività e della messa in rete dei servizi di orientamento.
    In Italia mancava, infatti, fino a questo momento un quadro di riferimento nazionale che, da un lato, favorisse e consolidasse una cultura e un linguaggio comune tra gli operatori dell’orientamento e, dall’altro, rafforzasse e promuovesse la condivisione di livelli di governance dell’orientamento nei e tra i sistemi dell’istruzione, dell’università, della formazione e del lavoro.
    Gli aspetti qualificanti che caratterizzano l’accordo sono:

    - la definizione di orientamento permanente (art. 1) quale “processo volto a facilitare la conoscenza di sé, del contesto formativo, occupazionale, sociale, culturale ed economico di riferimento, delle strategie messe in atto per relazionarsi e interagire con tali realtà, al fine di favorire la maturazione e lo sviluppo delle competenze necessarie per poter definire o ridefinire autonomamente obiettivi personali e professionali aderenti al contesto, elaborare o rielaborare un progetto di vita e sostenere le scelte relative”;

    - l’esplicitazione degli obiettivi perseguiti dal sistema nazionale di orientamento permanente (art. 2);

    - la definizione dei livelli di governance del sistema stesso, che prevede sia un livello nazionale di coordinamento e di integrazione tra tutti i soggetti che operano nel campo dell’orientamento - con il compito di elaborare una proposta di Linee guida nazionali dell’orientamento e una proposta per la individuazione di standard minimi dei servizi e delle competenze professionali degli operatori - sia un livello territoriale che, nell’ambito della condivisa cornice del sistema nazionale, realizzi politiche di orientamento permanente sulla base delle proprie specificità locali (artt. 3, 4).