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  • In Europa
    L'orientamento permanente riveste un ruolo chiave nelle strategie di istruzione e formazione avviate nel 2000 a livello europeo dal Processo di Lisbona.
    Nel 2004 l'Ocse e la Commissione europea realizzano il manuale “L’orientamento professionale - Guida pratica per i decisori” (Career guidance. A handbook for policy makers) con l'obiettivo di sostenere gli Stati membri nell’organizzazione, nella gestione e nell’erogazione dei servizi di orientamento professionale.
    L’esigenza di riformare politiche, sistemi e prassi in materia d’orientamento in Europa viene poi confermata dalla Risoluzione del Consiglio, del 28 maggio 2004, sul rafforzamento delle politiche, dei sistemi e delle prassi in materia di orientamento lungo tutto l'arco della vita in Europa. Essa indica la priorità di realizzare servizi di orientamento di elevata qualità per tutti i cittadini europei, accessibili in tutte le fasi della loro vita, che li mettano in grado di gestire i loro percorsi di apprendimento e professionali e le relative transizioni.
    La Risoluzione del Consiglio “Integrare maggiormente l'orientamento permanente nelle strategie di apprendimento permanente”, del 21 novembre 2008, rileva come siano necessari ulteriori sforzi per fornire servizi di orientamento di migliore qualità, offrire un accesso più equo orientato alle aspirazioni e alle esigenze dei cittadini, coordinare e costruire partenariati tra le offerte di servizi esistenti. Il documento invita, inoltre, gli Stati a rafforzare il ruolo dell'orientamento nell'ambito delle strategie nazionali di apprendimento permanente e gli Stati congiuntamente alla Commissione a rafforzare la cooperazione europea in materia di lifelong guidance. Inoltre essa definisce l’orientamento “come processo continuo che mette in grado i cittadini di ogni età, nell'arco della vita, di identificare le proprie capacità, le proprie competenze e i propri interessi, prendere decisioni in materia di istruzione, formazione e occupazione nonché gestire i loro percorsi personali di vita nelle attività di istruzione e formazione, nel mondo professionale e in qualsiasi altro ambiente in cui è possibile acquisire e/o sfruttare tali capacità e competenze. L'orientamento comprende attività individuali o collettive di informazione, di consulenza, di bilancio di competenze, di accompagnamento e di insegnamento delle competenze necessarie per assumere decisioni e gestire la carriera”.
    Le linee di azione che la Risoluzione invita ad applicare sono: favorire l’acquisizione della capacità di orientamento nell’arco della vita; facilitare l’accesso di tutti i cittadini ai servizi di orientamento; rafforzare la garanzia di qualità dei servizi di orientamento; incoraggiare il coordinamento e la cooperazione dei vari soggetti a livello nazionale, regionale e locale.
    L’interesse ed il sostegno che la Commissione europea rivolge alle politiche di orientamento europee e nazionali si traduce anche attraverso la promozione di network europei quali European lifelong guidance policy network (Elgpn), improntati alla promozione della dimensione europea dell’orientamento all’interno degli Stati membri, e Euroguidance, Eurodesk, Eures , improntati alla promozione dell’orientamento alla mobilità.
    La Commissione europea ha, inoltre recentemente attivato il sito Comunicare l’Europa che permette ai cittadini di localizzare con facilità i centri/punti locali/nazionali di informazione europea presenti in tutta Italia.
    La dimensione dell’orientamento a livello europeo è anche promossa da organizzazioni internazionali che in alcuni casi hanno una mission specifica sull’orientamento, come Association internationale d'orientation scolaire et professionnelle (Aiosp) e The International centre for career development and public policy (Iccdpp), ed in altri casi hanno aree di attività a ciò deputate, come l’European centre for the development of vocational training (Cedefop) e l’Organisation for economic co-operation and development (Oecd).